PER SALVARE LE PROPRIE INDENNITA’ SINDACO E GIUNTA SACRIFICANO I CITTADINI

 

ACCOLGO CON PIACERE UN COMUNICATO DEL CAPOGRUPPO BARTOLOMEI SULLA GRAVE SITUAZIONE DI BILANCIO DEL COMUNE DI PISTOIA

 

Cara Francesca, grazie degli auguri che hai voluto mandarmi attraverso il tuo sito. Ti prego di ospitare sul tuo blog un intervento sul bilancio del Comune di Pistoia in replica all’assessore Giovannini. A presto.    Ale

 Caro Direttore, le dichiarazioni, al vostro giornale, dell’assessore Giovannini, a proposito della prevista manovra per affrontare i gravi problemi del bilancio del Comune di Pistoia, meritano apprezzamenti, tanto più da parte del centro destra. L’assessore, infatti, con onestà intellettuale, ha riconosciuto che, a causa e per merito delle nuove regole imposte da questo governo sui bilanci degli enti locali, il Comune di Pistoia sarà obbligato a  scelte e ad “atti di responsabilità”. In altri termini, prima delle decisioni del governo Berlusconi, al Comune di Pistoia si è operato con atti e scelte che se non erano del tutto irresponsabili, non erano comunque ispirate a questo criterio. Da oggi la Giunta dice di voler cambiare rotta: di voler assumere decisioni responsabili. Ne prendiamo atto con soddisfazione, ma le scelte ipotizzate ci convincono solo fino ad un certo punto. Prima fra tutte non ci convince la decisione di rinviare “sine die” i pagamenti dei fornitori. E’ una scelta che, oltre a mettere in grave difficoltà aziende, piccole società, professionisti, afferma un principio gravissimo. Così facendo, l’Amministrazione Comunale afferma che un  soggetto pubblico può non onorare i contratti, può non rispettare gli impegni assunti nei confronti dei fornitori, cioè di cittadini che hanno svolto regolarmente il loro lavoro. Noi lo riteniamo un atteggiamento grave e sbagliato, che dovrebbe far arrabbiare i tanti “cultori” e “maestri” di legalità che albergano nel centro-sinistra.

Voglio anche sottolineare che, a luglio, quando si fece una prima discussione sulla grave situazione in cui la Giunta Berti ha condotto il bilancio, non fu fatto alcun accenno alla scelta di non pagare i fornitori del Comune. Questa scelta ha preso forza solo dopo che il governo ha previsto di ridurre del 30% le indennità degli amministratori che non rispettano il patto di stabilità. Anche  per questa ragione continuo a pensare che la solerzia del Sindaco e della sua Giunta nell’affrontare i problemi del bilancio, dipendano, in buona parte, dal rischio di vedersi ridurre gli stipendi. Infatti, le difficoltà di bilancio sono chiare da molti anni, ed in tanti, e non solo dall’opposizione, le diciamo e denunciamo da tempo. Sarà un caso, ma si cerca di intervenire solo adesso, sotto la scure della riduzione delle indennità e lo si fa nel peggiore dei modi, rinviando i pagamenti ai tanti cittadini fornitori del Comune pur di potersi salvare il lauto stipendio mensile. Ma i cittadini per quanto tempo ancora continueranno a tacere?

Un pensiero su “PER SALVARE LE PROPRIE INDENNITA’ SINDACO E GIUNTA SACRIFICANO I CITTADINI

  1. Il pacco dei debitori falliti

    Se voi foste una banca, prestereste dei soldi a chi sta per fallire ?

    Se la risposta è si, non potete meravigliarvi che aziende come Cirio, Parmalat etc.., abbiano “bidonato” tanti risparmiatori: quando si prestano i propri denari ad un’azienda fallita, non si può certo sperare di vederseli restituire.

    Se prestate quattrini ad uno che è pieno di debiti e spende costantemente più di quanto guadagna, non potete “incazzarvi” se non vi restituisce più i vostri soldi; dovreste incazzarvi con voi stessi, perché siete stati tanto stupidi da prestarglieli.

    Mi sembra talmente elementare, che lo capirebbe anche un bambino.

    A stare dalle dichiarazioni, vi accorgerete che le spese sono sempre state maggiori dei ricavi e, quindi, i debiti crescono continuamente (tutti gli anni bisogna fare più debiti, per coprire la differenza tra spese e ricavi); significa che qualcuno (ovviamente molto stupido, oppure inguaribilmente incosciente), s’ incarica tutti gli anni di prestare sempre più soldi a quello “scialacquatore”, affinché possa continuare “allegramente” su quell’andazzo (spendere più di quanto incassa).

    Quel debitore, secondo voi, potrà mai restituire i denari che gli sono stati prestati?

    E’ ovvio che no; lo capirebbero pure quelli che guardano i Telegiornali di Emilio Fede.

    Uno che ha debiti, e che continua a spendere più di quanto incassa, non può certamente restituire i denari ai suoi creditori.

    Uno così, in poche parole, è già fallito.

    Se non vi è chiaro questo punto, c’è una cosa che dovreste fare subito: farvi legalmente interdire da qualsiasi attività finanziaria, poiché siete un pericolo per voi stessi e per la vostra famiglia.

    Perché quel debitore continua ad andare avanti come se nulla fosse?

    Appunto perché, tutti gli anni, trova ancora gente che gli presta i denari con cui ripagare i vecchi debiti e farne di nuovi; insomma: una specie di catena di S.Antonio.

    Il giorni in cui i creditori smettessero di prestargli altri quattrini, quel debitore farebbe bancarotta e non pagherebbe più nessuno.

    Come ha fatto l’Argentina qualche anno fa; e prima dell’Argentina la Russia, il Brasile etc.. etc.. etc….

    La storia è piena di Stati debitori i quali, non trovando più “polli” che gli prestassero altri denari o servizi, hanno dichiarato default (bancarotta) ed hanno invitato i loro creditori ad ….. attaccarsi graziosamente al tram.

    Vi è tutto chiaro fin qui?

    Ottimo; voi non sapete quanto mi sarete riconoscenti per questa breve spiegazione; probabilmente vi risparmierà molti dispiaceri nei duri anni a venire, e vi impedirà di prestare denari a chi non potrà più ridarveli (e, per prestare denari, qui si intende anche comprare obbligazioni di aziende, oppure titoli di Stato).

    Quanti sono caduti nella drammatica trappola delle obbligazioni Cirio e Parmalat, oppure nelle obbligazioni argentine, se avessero letto a tempo debito queste poche righe, avrebbero evitato di perdere i loro risparmi, prestandoli a chi non poteva più restituirglieli.

    Mi auguro dunque, che mi sarete riconoscenti a vita, per quanto qui avete adesso appreso; potrà non servirvi subito, ma prima o poi vi servirà.

    Felice Giornata

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